Come ben descritto da Bessel van der Kolk, uno dei massimi esperti in psicotraumatologia oggi, il trauma complesso lascia il segno non solo nella memoria, ma anche nel corpo, negli schemi relazionali e nella capacità di regolarsi emotivamente.
Questo tipo di trauma non è sempre visibile come un singolo episodio, ma si legge nel modo in cui una persona si relaziona, si difende, si illude e si autolimita. La letteratura sul trauma moderno mostra come il cervello, il corpo e le relazioni siano profondamente segnati da queste esperienze prolungate, fino a cambiare il modo in cui si percepisce il mondo e se stessi.
Il mio stile di trattamento è costruttivista: non credo in un’unica “verità” del trauma, ma in un’esplorazione collaborativa di come quella storia ha plasmato i tuoi modi di pensare, sentire e agire.
Il primo passo non è “rivivere tutto” né raccontare ogni dettaglio. Nelle prime sedute lavoriamo per comprendere ciò che stai vivendo oggi, valutare il livello di attivazione del sistema nervoso e costruire insieme una base di sicurezza, stabilità e fiducia. Solo dopo, se e quando sarà utile, si entra più a fondo nell’elaborazione del trauma